27 settembre 2005

No ai brevetti software!

Rovistando nella rete ho trovato una piccola icona come questa: . A pensarci bene, tutto quanto fa brevetto, copyright, etc, con il passare del tempo ha perso il significato originario di "tutela dell'ingegno", per diventare "tutela degli azionisti". Credo che lo spirito giusto con cui affrontare questa tematica sia quello espresso dalle licenze Creative Commons Beppe Grillo ne parla nel suo blog, con il titolo premonitore "La fine della conoscenza" Concedetevi alcuni attimi di riflesione...
Anonymous Roberto Zamparelli ha scritto...

A pensarci, tuttavia, una soluzione che metta insieme le leggi del mercato, i diritti degli autori e quelli degli utenti non è facile da trovare.
Ho provato a spiegare come vedo le cose in questo articolo
(qualche pezzo potrebbe essere materia da blog, se avessi un blog!)

07 ottobre, 2005 00:28  
Blogger CMP ha scritto...

Robby, ho letto con interesse il tuo articolo, anche se in alcuni passaggi mi è costato diversi neuroni. Non avevo fino ad ora una visione così completa della faccenda, ma mi resta un dubbio di carattere "rinascimentale": Che fine ha fatto la figura del mecenate? Perchè il sistema editoriale non si fa erede di una funzione così nobile e (se giustamente riposta) redditizia?
Una speculazione sulla fortuna di un libro, dipinto, disco, software o altro è molto più eticamente corretto di una speculazione in borsa !

08 ottobre, 2005 19:19  

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