08 ottobre 2005

Virtual Reality ?

Da qualche tempo, sto meditando in modo più approfondito, sul mio personale rapporto con la tecnologia, che sta assumendo sempre più un carattere di dipendenza, così come è stato quello con il fumo, fino allo scorso febbraio. Ho impiegato 25 anni ad affrancarmi dalla sigaretta, e ancora oggi, alcune volte, mi capita di sognare che sto fumando ... ma la dipendenza dalla tecnologia? Non sono certo l'unico a soffrire dei disturbi fisici che questa sindrome provoca, ma quello che più attira, è il lato oscuro: quello che coinvolge la parte più spirituale di noi stessi, che ci separa dalla quotidianeità per trasfigurarci in un avatar e far emergere la nostra più vera (o desiderata) natura. E non parlo solo di RPG , e simulaizoni varie, ma di una vera e propria seconda pelle fatta di e-mail, messenger, smile, gps, che grazie alla tecnologia, siamo in grado di indossare, con più disinvoltura di quanto non siamo in grado di fare con quella che ci ha dato nostra madre. Ci stiamo lentamente trasformando in degli OGM un pò OTM (non solo nel senso di uomo bionico). Quanto ci sia di così poco fantascientifico negli scenari di Metropolis (1927), Blade Runner (1982), 1984 (1984), Brazil (1985), Strange Days (1995), Matrix (1999) , solo per citare alcune tra le pellicole più visionarie, è sempre più evidente. La forza dirompente di queste parabole sta nel fatto che non sono invenzioni fantastiche, magiche o trascendenti (siamo così presi dalla nostra divinità che l'attenzione che rivolgiamo ad altri culti - senza tra l'altro provare a comprenderli - è ormai molto limitata), ma visioni della realtà attraverso semplici aberrazioni ottiche: come se ci divertissimo ad osservare il nostro volto attraverso uno specchio curvo che mette in evidenza e distorce tratti che fino a quel momento erano passati inosservati. Tra la virtual reality e il reality show il passo è breve. I gradi di separazione tra il mondo fisico e quello virtuale vanno diminuendo... Che la forza sia con voi.
Anonymous valerio ha scritto...

L'affrancamento dalla tecnologia è una sfida che abbiamo perso molto tempo fa. Per l'affrancamento dalla realtà ci stiamo dando invece molto da fare: ti è mai capitato di fare qualcosa di inusuale - che so, entrare in un ospedale o prendere un autobus nell'ora di punta - e scoprire mondi lontani dalla nostra esperienza quotidiana quanto la nube di Magellano? La vita offre molte opportunità; mi accorgo di essere bravo a comprimerle in un numero ridicolo di eventi. Tra l'avatar e il sasso inerte ci siamo noi.

13 novembre, 2005 20:32  

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